Brunetta e Stracquadanio: l’irresponsabilità al potere
Fino al 2008 il precariato non esisteva, o meglio esisteva, stava crescendo ma lo si percepiva ancora poco. Il discorso lavorativo era fatto in questo modo: lavoravi, prendevi uno stipendio, se la cosa non ti andava bene ti licenziavi, potevi fare i tuoi errori ma eri sempre certo che qualcosa da fare l’avresti trovato. Ricordo che la frase “in zuccherificio ed in fabbrica cercano sempre”
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Pisciare in una bottiglia d’acqua
In fonderia, in quella fonderia di Ferrara che mi ha dato i natali (lavorativamente, ovvio) c’erano delle grosse macchine, delle alte presse che servivano a forgiare, o meglio a pressofondere i cerchi in alluminio che si producevano nella vecchia e gloriosa Reynolds. Spesso, dietro a queste grosse presse, passavano i “fornai” detti così perchè erano gli addetti ai forni fusori e cioè
Università di Rovigo con Tumbo
Grazie ai ragazzi di Tumbo, o meglio alle ragazze di Tumbo, ed al mio amico Giorgio Soffiato, sono stato mandato a parlare agli studenti dell’Università di Rovigo su alcune cose riguardanti il curriculum vitae: come hai fatto a passare dalla fonderia al giornalismo, come hai fatto a passare dal facchinaggio alla SEO e come hai fatto ad arrivare qua con quel cazzo di macchina che ti ritrovi
Le tre grandi fatiche dell’uomo
Una volta, in una discussione con un operaio di fonderia vecchio stampo -tal Sauro- egli mi disse: “le tre più grandi fatiche per uomo sono correre sulla sabbia, scopare in piedi e parlare con un idiota. In questo momento non sto ne scopando ne correndo, ma sto facendo una gran fatica…”
