Sindrome di Stoccolma?
Ho visto ultimamente a “Le Iene”, il video integrale della liberazione dei due tecnici italiani dell’ AGIP liberati dai guerriglieri del MEND (movimento di emancipazione del delta del Niger).
Francesco Arena e Cosma Russo, nel momento della loro liberazione, sono stati intervistati e seguiti dalle telecamere e sono riusciti a parlare prima di essere “intercettati” dalle autorità italiane.
I due ex-ostaggi hanno raccontato di essere stati trattati bene, di aver avuto acqua minerale da bere (mentre i guerriglieri spesso bevevano acqua sporca e torbida) e di aver sempre avuto cibo….anche se solo a base di riso.
I tecnici hanno anche spiegato che il movimento si batte per un diritto fondamentale: la distribuzione della ricchezza prodotta dalla loro terra anche agli abitanti della terra stessa.
In pratica il delta del Niger è pieno colmo di petrolio, che viene sfruttato dalle compagnie estere, ma la popolazione locale vive nella più completa povertà: non hanno da mangiare, da bere ne tanto meno la possibilità di studiare ed emanciparsi.
Alla fine del servizio delle Jene, uno dei due italiani ha ricevuto una telefonata: a chiamarlo era uno dei guerriglieri che si sincerava che fosse andato tutto bene e che i tecnici fossero sani e salvi….la telefonata è finita con un “good luck” da parte dell’ italiano liberato.
Tutto questo è un preciso termometro, un indicatore delle ingiustizie sociali, delle aderenze tra politica e popolo che si sono formate negli ultimi anni.
Due rapiti occidentali, elogiano non solo l’umanità dei propri rapitori, ma persino l’ideale che li ha spinti a farlo!
Io non credo che questo si possa considerare un caso di “sindrome di Stoccolma“: forse si è arrivati ad una tale tensione sociale e ad una così ampia arroganza della politica che, tra guerriglieri e civili, non passa più quasi nessuna differenza….
Questo articolo e' stato postato Venerdì, 23rd Marzo , 2007 alle 03:00 sotto la categoria Blog. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0
ARDU 24th Marzo 2007 alle 17:16
tutto questo è pazzesco.il sottosuolo ti regala il petrolio, il ricavato, una parte almeno, dovrebbe essere reinvestito in infrastrutture e servizi per gli abitanti. non è una pera che io raccolgo nel mio orto,io ho piantato la pianta e curata la sua cresita. se noi pensiamo alle nostre guerre d’indipendenza e pensiamo agli eroi che hanno fatto l’italia, guardando il medioriente il messico,iran irak l’africa non faccimo altro che guardare la nostra storia 150 anni dopo.( il brutto è che la storia dovrebbe insegnare) e tutto si ripete.ciao belli