2918 post. Diciannove anni che scrivo online, che studio come comunichiamo, che sperimento formati, piattaforme, linguaggi.
Lo so, in un mondo che corre su TikTok può sembrare archeologia digitale, ma per me è come casa
È nato quando alcuni di voi ancora non lo erano o quando alcuni iniziavano ad andare a scuola. Ormai è maggiorenne, ne vado fiero. Diciannove anni di tentativi, errori, articoli imbarazzanti, pezzi di cui vado fiero e montagne di contenuti che mi hanno insegnato cosa funziona davvero e cosa no.
In questi quasi vent’anni il web è cambiato mille volte: sono arrivati i social, mutati gli algoritmi e le mode (ti ricordo che andava di moda Club House…) ma una cosa per me è rimasta uguale: la voglia di capire le persone e raccontare le cose in modo semplice, utile e un po’ rock.
Se oggi faccio il lavoro che faccio tra eventi, formazione e contenuti, è perché il 4 febbraio di 19 anni fa ho aperto un blog senza immaginare dove mi avrebbe portato.
Oggi non è più il centro della mia comunicazione: i social hanno preso gran parte della scena, i contenuti viaggiano altrove, più veloci e in formati diversi.
Ma quel blog resta una specie di archivio vivo: un magazzino di idee, dubbi, esperimenti e riflessioni che hanno costruito, pezzo dopo pezzo, il modo in cui comunico oggi. Anzi, hanno costruito anche CHI SONO oggi.
Negli anni sono cambiate le piattaforme, i formati, le mode, ma per me il senso è rimasto lo stesso: usare il digitale per capire meglio le persone e raccontare meglio le cose.
Non è nostalgia, è gratitudine: per ogni riga scritta, per chi ha letto, criticato, condiviso e, senza saperlo, mi ha aiutato a fare questo lavoro un po’ meglio ogni anno da ormai tanti anni.