Un tizio di nome Matt Walker ha passato una vita intera senza poter avere un cane, perché allergico, e sua moglie Maggie un cane lo ha sempre desiderato, e allora invece di rassegnarsi ha fatto quello che fanno certe persone quando un problema personale diventa un’ossessione produttiva, ha fondato un’azienda. E fin qui tutto bene…
Kindred Companion Sciences ha preso due beagle femmine, Alfie e Bailey, e ha “lavorato” su di loro: sarebbero state identiche a qualsiasi altro beagle e invece le differenzia un dettaglio non da poco, ovvero non producono l’allergene che manda in crisi respiratoria un ottavo della popolazione americana.
Walker se le è portate a casa un anno e mezzo fa, e per la prima volta nella sua vita ha potuto vivere in una casa con un cane senza starnutire. Evviva.
Fin qui tutto bene, dicevo: la storia è bella, quasi commovente, un desiderio irrisolto che diventa realtà grazie all’Intelligenza Artificiale applicata alla ricerca genetica e a tecniche di editing del DNA ma è quando entra in scena l’etica che la questione si complica. Noi umani inseguiamo il “cane perfetto” da secoli, prima con la selezione naturale e poi con incroci sempre più estremi, e questo ha già prodotto razze predisposte a malattie genetiche, facce troppo schiacciate, schiene troppo lunghe, orecchie calpestabili e tutto per assecondare il nostro gusto estetico più che il benessere dell’animale.
In effetti, Arthur Caplan, bioeticista della New York University, indica un punto che a me sembra il vero nodo della questione che è il seguente: se posso letteralmente ordinare il cane su misura, geneticamente garantito, chi si occupa più dei randagi nei canili, di quei milioni di animali che aspettano una famiglia e che nessuno sceglie perché sono un sottoprodotto naturale e, di fatto quindi, sbagliato?
Vogliamo davvero continuare a costruire l’animale perfetto su ordinazione, senza minimamente pensare all’animale ma solo a noi? E aggiungo una roba che mi sta a cuore: perché diamine non riusciamo a fare pace con l’imperfezione che va da quella dei randagi a quella delle nostre vite fino ai nostri corpi?