Netflix si arrende al verticale: il contenuto non è più il Re, l’attenzione sì. Il gigante che ha inventato il binge-watching sul divano ha deciso di cedere al fascino dello scrolling verticale, inserendo nella sua app una sezione di clip rapide, in verticale, fatte apposta per essere consumate velocemente e decidere che cosa vedere.
Ci stiamo ufficialmente TikTokizzando e il mercato ascolta sempre di più la dopamina.
La tecnologia si adatta ai nostri nuovi istinti e oggi il nostro istinto primordiale è lo scrolling.
Netflix ha capito che non può più lottare solo per avere due ore di sera, deve lottare per i tuoi 3 minuti in coda alle poste (sempre se va bene, di solito sono molti di più) o per i 45 secondi mentre aspetti che bolla l’acqua. Se non ti aggancia lì con una clip verticale, ti perde a favore di un balletto o di un meme.
L’intrattenimento si sta trasformando in un buffet infinito di assaggi, non entriamo più in un’app per scegliere cosa vedere, entriamo per essere scelti da un algoritmo che ci riempie di frammenti: se il frammento ti convince, forse (e dico forse) guarderai il film intero.
La soglia dell’attenzione è ai minimi storici, perdiamo la pazienza subito appena abbiamo una narrazione più lenta. Vogliamo tutto, subito e in un formato che non ci costringa nemmeno a ruotare il polso di 90 gradi. La comodità ha vinto sulla qualità estetica.
Il punto è questo, stiamo passando dall’era della “destinazione” (scelgo un film e gli dedico tempo) all’era del “flusso” in cui mi immergo in un fiume di clip e spero che qualcosa mi colpisca.
È un male? Non necessariamente. È un’evoluzione e come tutti i cambiamenti, analizziamo potenzialità e criticità. In questo caso, il rischio è che, a forza di consumare contenuti rapidi e veloci, ci perdiamo il gusto di un’esperienza completa, che richiede attenzione, riflessione e silenzio.
Netflix non sta cambiando solo la sua app, sta confermando che il nostro cervello è stato riprogrammato per il consumo rapido, verticale e compulsivo.