Bionda, bella, sorridente, si riprende mentre scherza con le colleghe, poi sul palco oppure con il presidentissimo Trump. Lei è Jessica Foster, soldatessa americana che in quattro mesi ha macinato oltre un milione di follower su Instagram con un piccolo e non trascurabile dettaglio: non esiste.
Il Washington Post ha provato a seguirne le tracce, perché il suo profilo è un condensato di propaganda, con fiumi di commenti entusiasti di individui che la eleggono a simbolo mentre lei si fa un selfie con Trump seduta alla conferenza del Board of Peace.
Ricorrono sempre gli stessi elementi come i piedi nudi in primo piano con lo smalto viola, magliette militari due taglie più piccole, curve esaltate a dovere che mescolano erotismo e propaganda per agganciare l’attenzione.
È il tipo di contenuto che si inserisce perfettamente nella imbarazzante e grottesca (e falsa) narrativa della Casa Bianca dove meme, manga e immigrazione finiscono in un unico frullatore pensato per l’americano appassionato di fucili e whiskey.
E funziona, eccome se funziona! Anche da noi, in modo diverso: Cittadino Zero ha 36 mila follower su Instagram, 17 mila su Facebook, capelli ossigenati e diceva di votare Sì al Referendum (lo vedete nell’altra foto che ho messo) ma NON esiste.
Jessica è un fake costruito benissimo ma non è un caso isolato: su TikTok, X e Instagram stanno comparendo sempre più “donne in divisa” super sexy che sostengono Trump o altre cause politiche, dalle soldatesse alle poliziotte fino alle camioniste. E, a giudicare dai commenti, moltissime persone non solo non se ne accorgono, ma se ne innamorano pure.
Nel primo post Jessica Foster invitava “ogni ragazzo etero a cui piace una ragazza americana in divisa” a lasciare un commento. Apriti cielo. Un milione di follower, poi l’inchiesta del Washington Post e infine la rimozione dell’account.
Quando una società inizia a innamorarsi di persone che non esistono, ma che influenzano davvero il dibattito pubblico, non siamo più nel campo delle fake news ma nella progettazione di personaggi, emozioni e desideri. Non sarà l’AI a rubarci il lavoro ma se continua così ci ruberà la realtà.