• Home
  • Info e contatti
  • TEDx Rudy Bandiera
  • Home
  • Info e contatti
  • TEDx Rudy Bandiera
17 Aprile 2026

Come i social formattano il nostro cervello

di Rudy Bandiera

Nei social non comunica “la gente” ma una piccola minoranza dopata (o bisognosa) di visibilità che passa le giornate a inseguire trend, audio, meme e numerini, mentre il resto del pubblico guarda in silenzio

Questi tizi (io, tu, un po’ tutti a guardarci con onestà) per rimanere visibili devono continuamente piegare il proprio pensiero alla logica della piattaforma: parlare come parlano tutti, non usare certi termini, usare gli stessi tormentoni, infilarsi dentro gli stessi format diventando pezzi di un grande algoritmo che li sfrutta per produrre nuovi pezzi. E nuovi pazzi :)

La cosa inquietante è che questo meccanismo non si ferma allo schermo perché se passi ore in un ambiente dove il premio arriva solo quando formatti il pensiero in un certo modo, a un certo punto la tua testa comincia a scrivere direttamente in quel formato.
È una forma soft di imprinting come per il mio anatroccolo Teo, di cui ho raccontato all’inizio del mio ultimo libro Condivide et Impera Reloaded, che si era innamorato di me pensando non ci fosse altro, noi finiamo per innamorarci del modo in cui la piattaforma ci vuole, non di come siamo davvero.

Questa dinamica, spinta all’estremo, crea situazioni assurde che assomigliano alla caverna di Platone, ovvero luoghi dove il mezzo diventa il fine e il surrogato diventa meglio dell’originale.
Quando poi questo cervello collettivo fatto di meme e bias cognitivi arriva fino alle istituzioni, la faccenda diventa politica: reparti dello Stato che comunicano con meme di nicchia, linguaggi da forum tossici e strizzate d’occhio a sottoculture estremiste, usano deliberatamente il linguaggio della caverna per reclutare e fidelizzare.
In tutto questo paradosso, l’IA è il grande alibi perfetto: temiamo che domani le macchine facciano la cultura al posto nostro ma intanto noi facciamo esattamente quello che loro vogliono che noi facciamo.

Ne ho già parlato, ma credo sia importante tornarci: quanto di quello che pensiamo, diciamo e facciamo online nasce davvero da noi e non da un meccanismo di riprova sociale, di ricerca di approvazione o da automatismi che abbiamo interiorizzato senza accorgercene?

Io credo che questa sia diventata la domanda più importante da farci, tutti, nel nostro quotidiano, ogni giorno, perché vivere e comunicare in un ambiente fatto di reti, algoritmi e relazioni digitali significa rischiare continuamente di perdere di vista il nostro scopo profondo, quello per cui ha senso davvero metterci la faccia e la voce.

gestoreblog



La newsletter TOP!
Iscriviti gratuitamente alla newsletter settimanale più bella e gratis dell'italico Web :)
Thank you for subscribing!

Denali hosting

Privacy policy

RudyBandiera.com © Copyright 2022