Secondo quanto riportato dal report Reuters, il 64% della Gen Z ha già “licenziato” i telegiornali. La TV scende, i giornali cartacei sono ormai un ricordo romantico, e il baricentro del mondo si è spostato sui social, ovviamente e con una novità: l’intelligenza artificiale.
I “vecchi” media scendono, il digitale cannibalizza tutto. Sorpresi? Io no.
Sapete a chi danno retta i ragazzi? Al 51% dei casi scelgono i singoli creator, contro un 39% che segue ancora i brand dei giornali tradizionali. Per chi ha più di 55 anni è l’esatto opposto. Tradotto, la fiducia non è più nell’istituzione, ma nella faccia di chi parla. Non è più solo una questione di “leggere una notizia”. È una questione di “farsela raccontare” da un algoritmo o da un chatbot, il punto di riferimento non è più il giornalista che verifica, ma il creator che sintetizza o l’IA che riassume.
Solo il 35% dei giovani dice di essere davvero interessato alle notizie “pure” (politica, economia) mentre il resto ci inciampa sopra mentre cerca altro. Stiamo passando all’informazione “mordi e fuggi”, quella che consumi tra un video di un gatto e uno sketch su TikTok il che è bene ma mica benissimo…
I media tradizionali crollano perché non hanno saputo parlare la lingua del presente, è vero, ma la sfida che abbiamo davanti è enorme: in un mondo dove il 64% dei giovani si informa così, la responsabilità di capire cosa sia vero e cosa sia manipolazione cade interamente sulle nostre spalle.
I giovani selezionano in modo emotivo, se l’informazione non mi tocca, se non mi diverte o se non mi aiuta a capire il mondo in modo semplice, io scorro. Punto. Non è cattiveria, è sopravvivenza in un mondo sovraccarico di informazioni e se non abbiamo gli strumenti critici per distinguere una notizia verificata da una allucinazione dell’IA o da una fake news virale, siamo nei guai.
Il problema non sta tanto nel mezzo che usi per informarti, è il metodo che ci metti. Se ti fidi ciecamente della prima risposta che ti sputa fuori un chatbot o qualcuno sui social perché “è comodo”, allora non ti stai informando: ti stai facendo imboccare.