Una di quelle idee che ti fanno dire “era ora”, perché mette una pezza concreta su un problema enorme ma spesso invisibile: il digital divide degli anziani e delle persone sole
A Ferrara (già questo mi rende orgoglioso) il 20enne Tommaso Sandri ha creato Digiviva con l’obiettivo di portare online chi è rimasto tagliato fuori perché tutto, oggi, passa da uno schermo.
Parliamo di prenotazioni sanitarie, pagamenti, fascicolo sanitario, rapporti con la pubblica amministrazione e persino della possibilità di partecipare alla vita del territorio, cose che per molti sono scontate ma per chi vive in frazione, non guida o non ha figli e nipoti smanettoni, diventano muri altissimi.
Una sorta di ribaltamento del paradigma: non le persone a doversi muovere verso corsi o sportelli ma è il digitale che entra in casa loro, con visite a domicilio o supporto da remoto, spiegato con calma, con pazienza, in lingua umana, comprensibile (finalmente). Configurazione e problemi di smartphone, computer e smart tv, Spid, email, home banking, servizi online, wi-fi domestico, dispositivi smart home e tutto quello che serve per usare, senza temerle, queste diavolerie moderne.
Le tariffe partono da circa 40 euro per lo Spid e da 50 euro per un’ora di intervento, con tutte le tutele del caso sulla privacy grazie a modulistica legale curata da professionisti.
Il giovane e buon Sandri, dice chiaramente che l’obiettivo non è solo aggiustare il telefono, ma incidere sulla qualità di vita delle persone, farle sentire di nuovo parte della società, autonome e meno dipendenti dagli altri.
Oggi Digiviva è già attiva su Ferrara e provincia, e lui ha già realizzato oltre 50 interventi tra Ferrara, Bologna e Rovigo, segno che il bisogno è reale e molto più diffuso di quanto pensiamo anche perché, a causa del fenomeno child-free e della natalità pressoché azzerata, non è affatto escluso che ne avremo bisogno tutti, di sta roba.
Adesso qualcuno si turberà perché “questo è un servizio che va fatto gratis” o robe simili, ma io invece dico e ripeto, come dico sempre ai giovani che incontro, che i lavori del futuro non sono certo il prompt designer e cazzate simili, ma sono la cura delle persone, in particolare gli anziani, e tutto quello in cui serviranno fisicità ed empatia fuse insieme.