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12 Gennaio 2026

Non esiste un’età “giusta” per fare cose formidabili

di Rudy Bandiera

Ci sono picchi di creatività sia a vent’anni che a 50 e oltre, quindi, di fatto, non esistono “troppo presto” o “troppo tardi”

Studi sui Nobel in economia e su altri campi mostrano due picchi di creatività: uno intorno ai 25 anni (innovatori concettuali) e uno verso i 50–55 (innovatori sperimentali).​
Altre analisi su creativi in generale indicano che, in media, la produzione creativa aumenta dai 20 anni, spesso punta tra 30 e 40, ma con code lunghe: molti continuano a fare lavori importanti ben dopo i 50.​

Michelangelo ha scolpito (e concluso) la Pietà tra i 23 e i 24 anni; Einstein ha pubblicato la relatività ristretta a 26 anni. Bukowski è diventato “uno scrittore vero” intorno ai 49 anni con il primo romanzo ma è “esploso” attorno ai 60.
Sono tanto gli esempi di non è mai troppo presto non è mai troppo tardi:
– Michelangelo: Pietà a 23–24 anni, David a circa 29.​
– Einstein: relatività ristretta a 26, il suo “annus mirabilis” con più lavori che cambiano la fisica.
– Bryan Cranston: diventa volto planetario con “Breaking Bad” a circa 50 anni.​
– Frank McCourt: pubblica “Le ceneri di Angela” a 66 anni e vince il Pulitzer.​
– Charles Darwin: “L’origine delle specie” esce quando ha circa 50 anni.​

E via così.

La cosa interessante è che non c’è una linea temporale giusta: c’è chi fa la propria Pietà a 23 anni e chi il proprio “capolavoro” a 60: non è mai troppo presto per iniziare a fare sul serio, e non è mai troppo tardi per fare la tua Pietà; l’unica cosa davvero rischiosa è non fare niente.

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