Il razzismo raccontato da Giardini
Ogni tanto, tal Paolo Giardini, manda una “lettera al giornale” ad Estense.com, ed è un appuntamento di divertimento e riflessione straordinario:
“Nella sua lettera del 19 Maggio il sig. M. Buzzi testimonia un’irrefrenabile crisi di sconforto, così accesa da obbligarlo a manifestare pubblicamente la sua angosciante paura per gli italiani, tutti presunti razzisti.
Non va mica bene fare così, sig. Buzzi, rischia di fare una gran brutta figura se i lettori interpretano male la sua ipersensibilità, e ancor di più rischia di irritare tanta gente a cui può saltare la mosca al naso sentendosi dare del razzista. Sa, in fin dei conti gli italiani sono 60 milioni. E non sono molti quelli come me, disposti ad ammettere di essere stati smascherati. Per quanto mi riguarda convengo, infatti, di essere un italiano razzista. Italiano, perché indigeno; razzista, perché decisamente contrario alla razza degli stupidi.
Talmente avverso agli stupidi da negar loro il diritto di voto, e così dicendo offro l’opportunità di accusarmi anche di qualunquismo a quelle persone che credono ancora nell’inesistenza della razza stupida. Esiste invece una quantità di pubblicazioni che erudiscono sulle prove della stupidità, ma anche gli autodidatti possono arrivare a conclusioni scientifiche.
Andando a Bologna in macchina, per esempio, l’immettersi in autostrada spesso equivale ad infilarsi ad alta velocità in una trappola scorrevole fra due colonne prive di distanze di sicurezza, perché a qualsiasi velocità si voglia andare, sia nella corsia di destra che in quella di sinistra, c’è sempre un veicolo che ti tallona con ferma determinazione. Ritengo d’esser più coraggioso del sig. Buzzi, però in quei frangenti ammetto d’aver paura degli italiani che mi stanno d’appresso in quel modo. Ma, sia chiaro, avrei la stessa ancestrale paura del diverso anche se fossero tedeschi o marocchini, per la mia inveterata natura razzista che non sta a badare a nazionalità ed etnie.
Quando poi un’auto col paraurti a 3 metri dal mio bagagliaio lampeggia furiosamente mentre procedo a 130 all’ora, con la corsia destra fitta di camion incolonnati che vanno a 110-120 all’ora, incolonnato a mia volta in una fila di veicoli di cui costituisco la retroguardia, e a sinistra il muro del guardrail, in quel momento viene meno pure il razzismo: non riesco a considerare appartenente al genere umano quel deficiente che pretende che mi infili fra i mostri viaggianti al mio fianco solo per agevolarlo nel suo voler andare a massacrare le balle a quello subito dopo.
Sono padre di famiglia e faccio regolarmente la spesa nei vari supermercati. Ho imparato a riconoscere i giovani slavi di mano lesta osservando a cosa prestano attenzione: se tengono d’occhio il percorso di una persona con la borsa sul carrello sempre guardandosi attorno, qualcuno è a rischio di sottrazione portafoglio. Non creda affatto, sig. Buzzi, ch’io sia razzista perché mi accorgo del potenziale ladro slavo e non di quello indigeno. Non posso farci nulla se la fisionomia degli slavi è riconoscibile e l’abbigliamento ricalca modelli dell’est. Quando avranno imparato a mimetizzarsi meglio, me ne accorgerò con più fatica, ma continuerò da vero razzista a simpatizzare molto più per loro che per gli stupidi nostrani che ritengono che “accoglienza” sia semplicemente far superare la frontiera a gente di cui non si vuole sapere nulla. Se potessi, direi loro: “Ragazzi, lasciate stare il carrello di quella signora anziana: è una poveraccia. Rubare sembra che sia un reato, ma è certo che trasgredisce il settimo Comandamento. Là in fondo invece c’è la moglie di uno della Casta. E’ in possesso, ma non è legittima proprietaria, di soldi rubati contenuti del suo portafoglio. Prelevateli pure. Senza farvi notare però, sennò strilla come un’ossessa”.”
Paolo Giardini
Questo articolo e' stato postato Mercoledì, 21st Maggio , 2008 alle 09:30 sotto la categoria LOL= sto ridendo rumorosamente, Riflessioni. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0
StefanoNoNE 21st Maggio 2008 alle 22:43
@Rudy. Scusami per questo OT che non ChAzzekka nulla con la lettera ma mi ha fatto troppo ridere, “il traduttore” inglese sul questo articolo (Paul Garden)! ma se pol! (’frarese like)
Ciao vecchio!
dal tuo tuo amico vnezian!