Google

Velone, analisi di un sistema imbarazzante

Scritto il:agosto 4, 2010
Letto da 1 visitatori

Velone, il programma nato sulla falsa riga di Veline, consiste nel fare ballare delle donne vecchie su di un palco, di fronte ad una folla numerosa ed uno stuolo di spettatori accaniti e terribilmente convergenti sulla critica.
Ma come mai si fanno ballare delle vecchie signore nella televisione che premia l’essere giovani, l’essere belli, l’essere sani e l’essere in età feconda?
Questo accade perché le Velone sono l’esatto opposto di quanto appena sciorinato, ed in quanto opposto facilmente attaccabili.
Punto della situazione: le Velone sono delle vecchie signore (si si vecchie, perché una di 82 anni è vecchia e non è una cosa triste o offensiva essere vecchie) che si espongono al pubblico ludibrio danzando e cantando, ed a volte delirando, davanti ad un pubblico che è abituato a vedere solo belle patacche senza veli.
Ma allora perchè, visto che siamo abituati alla giovinezza, alla forza, al dinamismo ed alla tonicità, perché dicevo, queste signore hanno tanto successo di Auditel?
Il perchè è presto detto: si fa un programma basato sulla proiezione della possibilità che potrebbe avere la persona media di criticare quello che non è performante come la società moderna vorrebbe, si da la possibilità all’uomo medio di poter criticare. Si da una chance all’ebete che guarda la televisione, il frustrato dalla realtà che ogni giorno è oppresso dalla vita dalla quale non riesce ad uscire a schiena dritta, si imbocca a criticare qualcuno, e a criticare in maniera inequivocabile, in base a qualcosa di incontrovertibile, ovvero l’età.
Le persone che guardano Velone sono tendenzialmente persone alle quali manca qualcosa nella vita, oppure sono persone che hanno raggiunto una età a causa della quale il sognare la fama ed il successo rimane appunto un sogno, anche questo incontrovertibile ma, purtroppo irrealizzabile.
Come possiamo guardare un programma in cui chi balla è brutto, ha le rughe, è scoordinato ed è vecchio?
Facciamo i conti con la nostra paura di invecchiare oppure con il nostro timore di avere buttato tutto all’aria, di non avere concluso nulla, oppure, ancora, di essere in grado di criticare qualcosa o qualcuno in modo da potere gonfiare il nostro ego.
Velone è un male, è un programma triste ed imbarazzante in cui nessuno vince, un programma nel quale chi partecipa si butta via ed in cui chi guarda si provoca violenza solo aver modo di fomentare una parvenza di amor proprio che in realtà non esiste.

Io non ho mai guardato Velone, e non lo dico per scherzare, mi ha sempre imbarazzato, ma la scorsa settimana mi sono imposto di guardarlo solo per poterlo conoscere meglio e poterci scrivere… mi ha gelato il sangue.

Scusate se sono sembrato gretto o violento ma “vecchio” è uno stato di fatto, così come cieco, basso, nano, sordo, handicappato o spastico.
Non è cambiando il nome alle cose che si acquista rispetto nelle cose stesse, ma è avendo rispetto, semplicemente.
Se avessimo rispetto per i vecchi, i vecchi non si farebbero rubare la dignità facendo quello per il quale non sono portati, ovvero ballare nudi, e non si sentirebbero offesi nell’essere chiamati vecchi.

Mi permetto di rubare un pezzo di Donata Righetti riguardante questo scempio, questa violenza mediatica:
“Lo spettacolo televisivo piu’ feroce e indecente va in onda dal lunedì al venerdì su Canale 5 all’ora di cena. Si chiama “Velone” ma potrebbe intitolarsi la gogna o lo sberleffo. Una galleria di poverette , casalinghe, pensionate, ex impiegate, ex professioniste, donne di tutti i tipi, vengono, per loro sventurata scelta, trasformate in materiale di scherno e di lazzi, bersaglio di ogni derisione, polpette da annusare e da buttare perché la carne non è piu’ fresca. La colpa massima di queste malacapitate , quella che giustifica le battute ilari e agghiaccianti del “bravo presentatore” e che scatena le risatacce del pubblico, è infatti quella di non essere giovani ma , come si spera possa capitare a tutte, vecchie.”

E adesso scusate ma accendo lo stereo, ascolto i Metallica e spacco una vetrina. Così mi sento ccciovane.

Ti potrebbero interessare anche questi post:

16 Commenti Commenta

  1. Farneticone 2.0 says:

    a me piace…

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  2. Cicapui says:

    Anche a me non piace e non lo guardo. L’ho visto una sola volta e mi si sono drizzati i capelli intesta. Però credo che Ricci con questo programma abbia avuto una delle sue solite genialate. Le chiavi di lettura possono essere molteplici: una è quella che hai detto tu, ma è anche possibile che sia una feroce presa in giro dell’esaltazione della fisicità pura, oppure che sia un modo per evidenziare che anche da vecchie alle donne piace giocare e che più si invecchia e meno si bada alle convenzioni sociali. Insomma: a seconda di come lo si intende può anche far riflettere. E questo non è poi un male, mi pare.
    Vi devo lasciare, devo andare a imparare una coreografia

    Thumb up 2 Thumb down 0 (+2)

  3. a me fan più tristezza ste vecchie sgallettate che sono convinte di essere delle 20enni..hai 80 anni e ancora cammini e stai bene? non per questo devi per forza metterti una minigonna e andar ein tv a fare la scema che nemmeno tua nipote 18enne farebbe..mi sembra una perdita di dignità senza pari. tutto questo si va ad aggiungere al fatto che snon molto d’accordo con tutto ciò che hai scritto, caro Rudy “Velono” Bandiera

    Thumb up 1 Thumb down 0 (+1)

  4. ARDU says:

    Non lo vedo, ci passo facendo zapping, e mi viene da voltar lo sguardo.TV di merda, che pur di far odiens sta scavando nel fondo. Il brutto è, che se esiste velone, è perchè la gente lo guarda. Se mia madre o mia moglie facessero una cosa del genere, giuro gli toglierei il saluto, e negherei la parentela. Il mondo è bello perchè è vario, ma questo è AVARIATO forte. Ciao belli

    Thumb up 0 Thumb down 1 (-1)

  5. Un approccio un po’ determinista, Rudy, eh! :)
    Mi trovi mediamente d’accordo, ma ti ricordo che siamo in Italia, il Paese dove uno dei programmi di successo nella storia televisiva nazionale è “La Corrida”. Ecco, a me ha sempre dato imbarazzo quello, dove gli scemi del villaggio apparivano per ricevere gli sberleffi gratuiti di un pubblico casalingo che suonava campane e pentole.
    Ecco, dopo “La Corrida” credo che non ci sia niente di più deprimente e imbarazzante in televisione, ma a ben pensarci…
    - Pupo con Emanuele Filiberto in finale a Sanremo.
    - Lucignolo e le indagini giornalistiche deliranti
    - Il tg 4.
    - Studio Aperto.
    - Bruno Vespa.
    - Giucas Casella…
    - … Molti altri che non nomino per pietà (e perchè perderei troppo tempo).
    - “Ciroooooo! Ciroooooooo! Torna a casa Cirooooooooo!”
    - L’arbitro Moreno come ospite.
    - La fattoria, L’isola dei famosi, Il Grande fratello, La pupa e il Secchione…
    - Bisturi
    - Amici
    - Amici
    - Amici
    - …

    E ricordiamoci che siamo sempre nel Paese che premia l’ignoranza de “un calipo e a bira”.
    Quindi mi dico: davvero “Velone” è il male? O c’è di peggio? :)

    Thumb up 2 Thumb down 0 (+2)

  6. Matteo Bianconi ha scritto:

    Quindi mi dico: davvero “Velone” è il male? O c’è di peggio?

    sio, è il male. Che poi vi sia di peggio non è in discussione :)
    Matteo Bianconi ha scritto:

    Un approccio un po’ determinista, Rudy, eh!

    assolutamente si! Mi sono rotto di quelle parole che vengono usate per definire chi non è esattamente come dovrebbe, per celare l’ipocrisia. Diversamente abile, ipovedente, terza età… ma che due coglioni!
    Scusa, oggi va così ;)

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  7. Rudy Bandiera ha scritto:

    Mi sono rotto di quelle parole che vengono usate per definire chi non è esattamente come dovrebbe, per celare l’ipocrisia. Diversamente abile, ipovedente, terza età… ma che due coglioni

    Ma io sono d’accordo!
    Cosa c’è di umiliante a dire bidella o spazzino?
    “Scusi, operatrice scolastica, dov’è il bagno?”: nel mentre che lo dico mi sono già pisciato addosso!

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  8. Matteo Bianconi ha scritto:

    Cosa c’è di umiliante a dire bidella o spazzino?

    come è vero! Sembra che cambiando le parole oggi si debba anche cambiare lo stato delle cose ed invece rimangono sempre tristi ma con nomi eleganti.
    Credo che una volta ci fosse più rispetto a prescindere dai nomi: i vecchi erano VECCHI e si aveva rispetto dei vecchi.
    Cribbio, come dice un vecchio famoso :D

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  9. Velone mi spaventa. Più delle nonne che si agghindano da mentecatte e fanno la lap-dance (gesù sto ancora male a pensarci), mi fanno pensare quelle che ci vanno in abito da sera e tacchissimi, pensando di essere meno ridicole, per poi finire a raccontare una barzelletta becera e a roteare con il gabibbo. Non è divertente e non è umano.
    Ma non lo trovo peggio della Corrida. Anche solo per l’ingenua consapevolezza delle partecipanti, cosa che alla Corrida non c’era, i concorrenti non avevano il minimo lume della ragione, e questo ne faceva un carnaio.

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  10. Pingback:Tweets that mention Velone, analisi di un sistema imbarazzante | RudyBandiera.com -- Topsy.com

  11. Rudy Bandiera ha scritto:

    Sembra che cambiando le parole oggi si debba anche cambiare lo stato delle cose

    Ma bisogna anche tener conto dei cambiamenti nel linguaggio e nella percezione, la lingua non la fanno i vocabolari. Vecchio, per quanto corretto, è ormai dispregiativo nell’uso comune, così come handicappato, che, a parte il suono orrendo che ha la parola, la sento pronunciare spesso come insulto dalle stesse persone che chiamano gli handicappati disabili (diversamente abili è mortalmente ipocrita). Lo stato delle cose non cambia, cambiamo noi.
    Io sono d’accordo con te, ma indietro non si torna mai e non penso che vecchio sarà mai percepito positivamente, ora.

    Thumb up 1 Thumb down 0 (+1)

  12. Andrea Giuseppe Capanna ha scritto:

    indietro non si torna mai e non penso che vecchio sarà mai percepito positivamente, ora.

    per quanto triste è possibile che tu abbia ragione…

    Thumb up 1 Thumb down 0 (+1)

  13. patrizia says:

    FORSE, IN TUTTE QUESTE CONSIDERAZIONI MANCA OPPURE MI SONO PERSA UN PASSAGGIO E CIOE: E’ OBBLIGATORIA PER LEGGE…LA PARTECIPAZIONE A QUESTI PROGRAMMI?NON MI RISULTA,PER CUI SE E’ UNA LIBERA SCELTA, VIVA LA LIBERTA’…CHE E’ ANCHE QUELLA DI USARE IL TELECOMANDO PER CAMBIARE CANALE O MEGLIO ANCORA PER SPEGNERE IL TEVISORE E LEGGERSI UN BUON LIBRO OPPURE, A ZERO SPESE, FARSI UN BEL GIRO…MAGARI IN COMPAGNIA !@ Rudy Bandiera:
    @ Rudy Bandiera:

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  14. @ patrizia:
    hai assolutamente ragione Patrizia, ma vedi, come esiste la libertà di cambiare canale (cosa che io faccio regolarmente) esiste, grazie a dio, anche quella di criticare.
    Ora, tutte le volte che scrivo qualcosa sulla TV arriva qualche fenomeno che mi dice “se non ti piace cambia” ma non è questo il punto, certo che cambio, ma dopo dico la mia.
    Per il resto tranquilla, ultimamente sto rileggendo Asimov, sono fuori spesso e quando guardo la TV non guardo certo Velone.
    Ciao ciao

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  15. Cicapui says:

    Rudy Bandiera ha scritto:

    @ patrizia:
    hai assolutamente ragione Patrizia, ma vedi, come esiste la libertà di cambiare canale (cosa che io faccio regolarmente) esiste, grazie a dio, anche quella di criticare.
    Ora, tutte le volte che scrivo qualcosa sulla TV arriva qualche fenomeno che mi dice “se non ti piace cambia” ma non è questo il punto, certo che cambio, ma dopo dico la mia.
    Per il resto tranquilla, ultimamente sto rileggendo Asimov, sono fuori spesso e quando guardo la TV non guardo certo Velone.
    Ciao ciao

    e poi, se vogliamo dirla tutta, io tutta questa libertà nel cambiare canale non la vedo mica, dato che dove giri trovi sempre e solo porcate.
    Non resta che spengere e leggere un libro o fare una passeggiata o cazzeggiare con gli amici: attività molto più utili per la salute mentale!

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  16. Giovanni says:

    Fin dai tempi di Plauto la vis comica si è sempre basata nel prendere in giro qualcuno. C’è poco da fare: a turno una categoria deve sacrificarsi per far ridere gli altri, che siano i vecchi, i carabinieri o i politici. Questa cosa messa insieme al quarto d’ora di celebrità di Warhol è alla base di Velone.

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Articolo precedente:

Articolo successivo: