TechGarage 2008

Sono stato giù a Roma, al TechGarage, per presentare il progetto di cui mi occupo, che è Blogolandia.
A parte l’essere stata una bella esperienza, aver visto la stanza di albergo più piccola della mia esistenza (non sapevo dove appoggiare la valigia) ed a parte essermela passata bene, una cosa mi ha colpito in particolare.

A questa importante iniziativa, sono presenti le più grosse aziende italiane che lavorano nell’ambito della tecnologia, i più importanti investitori del Bel Paese e anche potenziali investitori stranieri. E’ di fatto una manifestazione di grande impatto.

Di fianco a dove avevo la postazione io, c’era uno stand che presentava un progetto, con un grosso cartellone colorato che riportava a lettere cubitali, le seguenti scritte: “GingerGine The crowd powered reccomendetion engine”.
Il tutto tra disegni cromaticamente molto aggressivi rappresentanti palmari, PC, iPod ed ingranaggi vari.
Davanti al cartello stesso quattro ragazzoni, romani più di Alberto Sordi, si divertivano a ridere e scherzare, come è giusto che sia, in romanesco. Un romanesco che nemmeno la Sora Lella!!

Premetto, un gran bel progetto il loro, che tra l’altro ha vinto la manifestazione.

La cosa curiosa, simpatica e se vogliamo decisamente bizzarra, è come ci poniamo noi italiani: diamo una facciata internazionale alle cose scrivendo in inglese con colori magnifici, poi parliamo in dialetto e siamo legati alla terra più dei tuberi.
La cosa non mi fa ne piacere ne dispiacere, ma mi fa sorridere.
Bisogna sempre e solo darsi un tono, secondo le logiche comuni.

Io invece voglio fare mia una frase del mio amico/guru romano che è D0kt0r: “l’importante è coprirsi sempre di ridicolo. Ma bisogna farlo con dignità”

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Questo articolo e' stato postato Lunedì, 23rd Giugno , 2008 alle 08:43 sotto la categoria Blog. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0

Un commento to “TechGarage 2008”

Sara 26th Giugno 2008 alle 19:38

Grande Rudy!!
La stanza più piccola del mondo l’ho vista a Tokyo: non avevo nemmeno lo spazio per aprire la porta!

Detto ciò anche a me fanno sorridere quelli che scrivono coffee break o lunch time ai congressi o poi ti parlano come un contadin!! Eh Eh!

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