Sicurezza, ultima frontiera
Sicurezza: è su questa parola che si giocano le sorti politiche italiane, il futuro del nuovo governo e buona parte della pace sociale del nostro Paese. Si perchè questa mattina di sicurezza parla Repubblica, il Corriere e addirittura Punto Informatico, il più autorevole quotidiano italiano sulla tecnologia.
E mentre il New York Times dice che Roma è una città sicura, noi ci facciamo prendere dale paranoie (giuste o ingiuste che siano) e mettiamo le ronde per le strade… quelli che a Milano si chiamano City Angels.
Cosa è successo? Cosa sta succedendo ad un Paese che riesce solo a concentrarsi su un problema?
Secondo me siamo davvero arrivati ad un punto in cui bisogna decidere cosa fare: troppa immigrazione clandestina, poco lavoro, carceri che non rieducano, applicazione delle leggi troppo morbida e assoluta incertezza delle pene. Cosa stiamo diventando? Stiamo diventando un far west del ventunesimo secolo, in cui avremo sceriffi per strada e sempre più gente si vorrà fare giustizia da se a causa della totale mancanza di fiducia nelle istituzioni.
Io, lo giuro, non ho idea di cosa si potrebbe fare, ma sono certo delle cose che secondo me NON si dovrebbero fare. A me le ronde non piacciono. Non mi piace dare a dei “civili” la percezione di essere delle forze di polizia/pulizia… la gente fa presto a farsi prendere la mano.
Preferisco la videosorveglianza: è un buon deterrente e se abbinata ad una certezza della pena è un ottimo “bonificatore” sociale. Lo so… si perderebbe in privacy. Ma siamo arrivati ad un punto in cui forse qualche scelta impopolare la dobbiamo fare.
In realtà non ho le idee molto chiare, ma credo che il nostro sistema stia mostrando delle profonde pieghe, all’interno delle quali, iniziano a celarsi troppi bachi e parassiti. Prima di arrivare al fatto di avere la gente che invoca l’uomo forte e le ronde per strada, forse si può scegliere qualche altra soluzione più tecnologica e meno invasia.
Questo articolo e' stato postato Lunedì, 21st Aprile , 2008 alle 11:03 sotto la categoria Riflessioni. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0