Redditi on line: è bagarre

italia.jpgRobe all’ italiana. Dopo la boutade di stamattina della quale ho scritto anche un post poche ore fa, la vicenda dei redditi online si è rovesciata: “Nel giro di poche ore, però, il sito dell’Agenzia delle Entrate è risultato inaccessibile a causa dei troppi contatti. Successivamente - non è ancora chiaro se a causa della bufera che si è scatenata sull’iniziativa - sono stati eliminati i link interni che permettevano di accedere agli elenchi dei contribuenti.” http://www.corriere.it

Tutto bloccato insomma: il Garante ha congelato il servizio appena nato ed iniziano a fioccare i comunicati stampa di associazioni come ADUC: “In merito alla pubblicazione dei redditi di tutti gli italiani sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, denunciamo una grave violazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
Nei prossimi giorni, insieme ad i nostri legali, valuteremo di intraprendere un’iniziativa giudiziaria che potrebbe arrivare fino alla Corte europea di Giustizia, in quanto e’ chiaro che in materia di Privacy la legge italiana e’ insufficiente.
Vincenzo Visco dice che cosi’ avviene normalmente negli Usa, dove le dichiarazioni dei redditi sarebbero gia’ pubbliche (’basta guardare un telefilm americano’, ha detto il viceministro).
Non e’ vero! Abbiamo parlato con l’IRS (l’agenzia delle entrate Usa), la quale ci ha confermato che la legge federale proibisce la pubblicazione dei dati dei contribuenti (Us Federal Code, Tile 26, sction 6103).
Se quei telefilm li avesse visti con piu’ attenzione, Visco avrebbe capito che solo le autorita’ possono accedere ai database dell’Internal Revenue Service (Irs).
Non esiste alcuna ragione di pubblica necessita’ e giustificazione per una intrusione cosi’ sproporzionata nella riservatezza dei cittadini. Il motivo e’ forse di spingere i cittadini a spiare i vicini e denunciarli alle autorita’ qualora il reddito fosse piu’ basso rispetto alla percezione del tenore di vita?
E perche’ allora non pubblicare anche l’estratto conto bancario? O i dati anagrafici? Pensiamo anche le cartelle sanitarie, che se pubblicate, ci permetteranno di denunciare il trapiantato di fegato che beve alcool.
Ma dall’altra parte, il trapiantato di fegato potrebbe anche non trovare un datore di lavoro disponibile ad assumerlo per la sua condizione.
Cosi’ come per i piu’ poveri potrebbe diventare piu’ difficile trovare un proprietario disponibile ad affittare un appartamento per il basso reddito.”

Che bello tutto questo… sono certo che questa storia, nata sotto ad una cattiva stella, farà molto parlare nei prossimi giorni. Mi terrò informato mentre sguazzo in una piscina termale di Abano.

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Questo articolo e' stato postato Mercoledì, 30th Aprile , 2008 alle 17:13 sotto la categoria LOL= sto ridendo rumorosamente. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0

5 commenti to “Redditi on line: è bagarre”

La lotta agli evasori passa dal web « nicolabel 30th Aprile 2008 alle 17:49

[...] come è noto fa leva sulla paura) o del fatto che adesso è noto a tutti che nel 2006 ha guadagnato 11.700 euro. Al [...]

Utente 2nd Maggio 2008 alle 00:48

Trovo aberrante questo exploit dell’agenzia delle entrate e di chi sta dietro le quinte! Come al solito sono i cittadini a pagare per le “bravate” altrui. Ma quale senso ha allora tutelare qualsiasi tipo di infomazione personale, pena multe e segnalazioni?? Non sono forse dati sensibili anche quelli contenuti nelle dichiarazioni dei redditi?? Altro che “grande fratello” (g.orwell)!

Puccio 2nd Maggio 2008 alle 15:57

… ai tempi delle Br il Viminale vietò la pubblicazione dei comunicati per “non fare pubblicità ai terroristi”… la censura si fonda sempre su “buoni motivi”… ma le telecamere che ci spiano in metro consentono l’identificazione dei criminali…la società come casa di vetro è comunque migliore di una che si arrocca nella cosiddetta privacy

konc 6th Maggio 2008 alle 11:01

sono combattuto…il controllo sulle dikiarazioni dei redditi le devono fare gli organi preposti…mi viene un esempio eè come se io andassi con il telefoni con la foto di una macchina in divieto di sosta e chiedessi ai vigili il giorno dopo di fare multa…chi ha la responsabilità di controllare lo deve fare, e gli devono essere forniti gli strumenti per farlo al meglio!
c’è un clima strano in questo Paese direi di caccia alle streghe, non sono sereno, a me non frega nulla di sapere quanto guadagna il mio vicino e nemmeno quanto guadagna rudy vorrei che le tasse le pagassero tutti in base ala propria capacità di reddito e non solo i soliti.
vorrei solo segnalare che un anno fa diversi dipendenti dell’Agenzia delle Entrate hanno rischiato il licenziamento perchè hanno fatto accessi all’anagrafe tributaria e avevano monitorato i redditi di alcuni “potenti” che sentiti “minacciati” hanno fatto il putiferio…
mi ripero non sò chi si avvantaggia dalla pubblicazione dei redditi, dubito sia il sistema dei controlli, forse la curiosità di molti.
scusate

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