Secondo un giornale brasiliano, la xenofobia italica passa anche per il protezionismo verso il cibo nostrano.
Secondo questa traduzione dall’originale “Il pregiudizio contro ciò che viene da fuori dell’Italia è diventato ancora più forte nella città di Lucca, in Toscana.
Il consiglio comunale ha proibito l’apertura di nuove tavole calde e ristoranti di cucina turca, araba e cinese, con il pretesto di incentivare il consumo di cibo nazionale.
La cosa che sorprende di più gli immigrati è che l’idea comincia a diffondersi e trova sostenitori perfino tra i membri della squadra del primo ministro Silvio Berlusconi.
La prima ad adottare una moratoria nell’apertura di nuove tavole calde di cucina etnica è stata la città di Lucca. L’obiettivo era incentivare gli italiani a mangiare cibo italiano. Una versione gastronomica del protezionismo. Ancora una volta è stato il partito di estrema destra Lega Nord a difendere l’idea come un modo per “proteggere le specialità locali contro la diffusione degli alimenti etnici”. (…)
Curiosamente, i ristoranti francesi non sono soggetti alle nuove regole. I critici dei sistemi radicali difesi dal governo hanno chiesto che cosa ne sarà degli ingredienti dei piatti tipici italiani, visto che il pomodoro fu un regalo del Perù alla cucina italiana, e gli spaghetti sono venuti dalla Cina.”
Beh, direi che è un bello spunto di riflessione…


In tutto il mondo si puo’ ormai mangiare di tutto. Se vai in vacanza in quasi tutti i paesi del mondo trovi diversi tipi di cucina, compresa la nostra, visto che gli italiani in vacanza all’estero cercano sempre il cibo nostrano. Non capisco la scelta fatta dalla citta’ di Lucca e spero si limiti a questa, di escludere i ristoranti di cucine diverse dalla nostra?! E’ ridicolo che non si possa scegliere cio’ che si vuole mangiare. La trovo veramente una decisione a sfondo razzista e stupida! Stiamo veramente cadendo nel ridicolo!
Se cucinano roba cattiva, poi nessuno ci va e chiudono l’esercizio, come è successo per il MacDonalds di Altamura.
Non solo il pomodoro e gli spaghetti, ma il mais e le patate, le spezie, il tacchino, il caffè, il cioccolato e chissà quanti altri ingredienti non sono “italici doc”.
I nonni raccontavano del caffè di ceci tostati durante l’autarchia. Ma anche delle cioccolate degli Americani.
“Dimmi dell’India
hai più pensato a quel progetto
di esportare la piadina romagnola?
facciamo dopo il diploma,
magari si è meglio ma intanto…”
E’ una vera stupidata! Personalmente, su dieci volte che vado fuori a cena scelgo per 8 volte la cucina italiana. Penso che questa sia a grandi linee la scelta media degli italiani, quindi non vedo perchè porre limiti ad una cosa che si limita da sola. Se è valida la legge della domanda e dell’offerta, e lo è, apriranno ristoranti etnici finchè lavoreranno e non di più, o penso sbagliato?
Io trovo tristissimo che ci privino anche della possibilità di scegliere: ci hanno buttato nel mercato e adesso vogliono mettere dei paletti in base alla razza.
E’ triste
Pazzesco. Io a questi amministratori del cazzo che si fregiano di queste decisioni fasciste, farei pagare i danni una volta che la Corte Costituzionale dovesse definire incostituzionale una tale misura. Glieli farei pagare di tasca loro e se non bastano i soldi li metterei a lavorare a vita in un ristorante cinese a friggere germogli di soia!
Ho vissuto qualche anno a San Salvario, il quartiere torinese, multietnico per eccellenza, ogni sera, semplicemente scendendo sotto casa, potevo scegliere se mangiare argentino, armeno, thai, brasiliano, cinese, romeno, polacco, giapponese e arabo. Che meraviglia!
Ora vivo nell’astigiano, terra della cucina monferrina, dello slow food e del vino docg, tutte cose buone ma ogni tanto anche un kepab ci vorrebbe!
Mi dispiace che i fratelli Brasiliani pensino di noi che siamo razzisti e soprattutto che non ci piaccia la fejolada!
Una volta tanto mi unisco al coro dei vaffa alle limitazioni soprattuto gastronomiche,ma devo comunque dire che dietro a queste scelte del ca..zo c’e’ sempre l’avidita’ di quattro commercianti(specie ristoratori)!! Spesso i cibi etnici sono meno costosi,e ognuno dovrebbe avere il sacrosanto diritto di farsi i propri conti in tasca propria !!
Giusto le skifezze ke fanno all’estero kon tutta roba artefatta se le mangino loro.