Qua non si capisce più niente, ma qualche certezza ci rimane: il porno continua ad essere, in un modo o nell’altro, al centro della vita politica occidentale.
Se si presume giusto aiutare il cinema tradizionale con aiuti e sovvenzioni, il porno deve essere considerato una branca autonoma e oscena e quindi non sovvenzionato?
Eppure muove miliardi di euro, da lavoro ad un imponente indotto e viene visionato da milioni di individui anche se lo si nega.
Il dubbio se sovvenzionare il porno con soldi pubblici è venuto ai politici di Bolzano, dove è in corso un cineforum interamente dedicato alle pellicole pornografiche, con film di culto come “Pornocrazia” con Rocco Siffredi, che si tiene all’interno di una struttura pubblica.
E molto probabilmente in Italia non siamo gli unici a riflettere sulla “pornografia di Stato” visto che negli USA, un gruppo di influenti produttori di film a luci rosse, propongono al Congresso un piano di salvataggio comparabile a quello approvato per il settore delle auto.
Ci possiamo scandalizzare certo, ma non dobbiamo MAI scordare che solo negli USA il mercato del porno muove 13 miliardi di dollari.
Una cosa è certa, crisi, non crisi, guerre o non guerre di porno si torna sempre a parlare, è un argomento che infiamma e che divide le coscienze oltre a portare con se una domanda metafisica: dove si trova il confine tra lo sconcio ed il puro, tra il sesso e la pornografia?

Commenta