Questo blog è noto nell’abito dei blog italici per alcuni dettagli che lo contraddistinguono tra i quali i principali sono la demenza di chi lo scrive, il carattere del tutto non lineare dei temi trattati e gli AdSense che si palesano a volte nelle pagine che state leggendo.
Siccome le pubblicità di Google, gli AdSense di cui sopra, sono legate a livello semantico a quello che c’è scritto nella pagina stessa, e siccome nelle mie pagine ci sono scritte tutte le più grosse amenità del pianeta, gli AdSense rispecchiano la personalità poliedrica di questo sito e dei commentatori folli che lo frequentano: qua sotto un perfetto esempio di bannerino che mi è stato segnalato dal mio amico Davide Licordari

Ora, “La paura del buco nero” è quanto meno una frase equivoca che, letta di sfuggita ed essendo adulti, sta ad indicare la paura del sesso femminile e non della fine del mondo generata dal CERN il quale causa un buco nero che bla bla bla.
Nzomma, Google e la sua intelligenza artificiale hanno capito che questo è un blog di disfattisti, che non scopano e che saranno i primi a soccombere alla fine del mondo del 2012.
Questo, ovviamente, vale per tutti voi che state leggendo, sapevatelo.


Demenza è leggere questo blog alle 8,15. Ma è cosi’ bello respirare l’aria di questo buco nero(sembra aria di merda) Questa è liberta’, leggere e scrivere PUTTANATE. Ciao belli
Mi compiaccio di essere uno dei più grandi fornitori di notizie amene x questo blog: mi sento come un pusher che ha appena rifilato qualcosa di buono al suo miglior cliente!
Puoi comunque sconfiggere il buco nero tramite un potente Magnetron !
@ Mackley:
HAHA vero amico mio! Ormai sta per compiere un anno il Magnetron, si direbbe quasi ora di farci un post
http://www.rudybandiera.com/magenetron-medicina-0731.html
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L’abito fa il blog ma non il blogger. E poi vorrei dire che il buco nero ce l’avrete voi…
Studenta, hai perfettamente ragione, sono con te, gherl pauer, asta la victoria e chi la dura la vince.