“Nel bianco” di Ken Follet
Non avevo mai letto niente di questo famoso scrittore americano, e quindi mi sono detto che era arrivato il momento di testare il buon Ken. Credo non ne leggerò altri. Non perchè non sia un buon libro: è ben scritto e la storia è intrigante. Un tremendo virus letale “discendente” dell’Ebola, viene rubato da un laboratorio di ricerca scozzese per essere venduto ad una non ben definita organizzazione terroristica. Una sagace ex poliziotta, ora addetta alla sicurezza privata, rischia la vita e mette in gioco le sue sicurezze per riuscire a sventare l’apocalisse di una epidemia.
Ci sono tutti gli ingredienti per poterne tirare fuori un bel libro di azione, ma c’è un problema: la storia non decolla mai.
Invece di concentrarsi sul furto del pericoloso virus e sul suo recupero, la trama verte sui personaggi in maniera troppo pesante. Il fulcro è spostato da quello che dovrebbe essere il vero centro dell’azione, e tutto il libro ne perde in equilibrio narrativo.
Senza contare l’introspezione “voyeristica” di alcuni personaggi, che è del tutto fuori luogo in uno scritto come questo… almeno secondo me.
Se il vero volano della storia fosse stato quello che la trama racconta, il libro sarebbe stato decisamente più piacevole, pur ripetendo che è ben scritto.
Radente, voyeristico, biologico, introspettivo e famigliare.
Questo articolo e' stato postato Martedì, 11th Settembre , 2007 alle 07:30 sotto la categoria Blog, Libri. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0