Luce in cittĂ
Questa è una lettere di Paolo Giardini, fine cronista delle vicende ferraresi, inviata e pubblicata dal quotidiano on line Estense.com.
La trovo pretenziosa ma raffinatissima, furba, non troppo profonda ma bella.
E’ talmente bella che credo sia giusto pubblicarla, almeno per “il suono” stessoche emette leggendola.
Qualche spunto di riflessione scritto in maniera magistrale:
“Col pretesto dell’allestimento natalizio del listone, è apparsa un’altra critica all’illuminazione di Piazza Trento e Trieste, distraendo l’attenzione dal grave problema delle fontane nel fossato del castello. Un’inutile polemica, quella sull’illuminazione. Senza valutare l’insieme, il soffermarsi su un dettaglio è fuorviante. Nella fattispecie, il Comune ha la coscienza tranquilla. La rozza e scarsa illuminazione di fianco al Duomo (temporanea, per la fase di studio in corso) è compensata dall’abbondanza di luce in altri luoghi. Osserviamo ad esempio via delle Fiere, la strada che si dirama dalla rotatoria di via Ferraresi e porta sia alla Fiera che all’Ospedale S. Giorgio. Non si può negare che la zona sia sontuosamente illuminata. Chi percorre di notte quella strada deserta prova l’emozione di sentirsi un Sardanapalo, ammirando in esclusiva la selva splendente di pali e torri faro comprendente piĂą di 200 corpi illuminanti accesi.
Tanto splendore stimola riflessioni esistenziali sulla Luce Che Sconfigge Le Tenebre nei parcheggi vuoti di supermercati chiusi. E lo sfavillio non termina qui. In zona c’è un’altra chicca da ammirare: addentrandosi nel viale interno all’adiacente Ospedale S. Giorgio, riccamente illuminato anch’esso, si trova all’estremità un giardino con panchine e aiuole in cui pazienti o passanti insonni possono passeggiare nella quiete notturna, guidati dalle luci di un centinaio di lampade sporgenti da terra.
Ammettiamolo: in quale luogo esistono, se non a Ferrara, spazi pubblici dove camminare nottetempo nei sentieri di una surreale piantagione di funghi luminosi? Nelle notti ovattate dalle fluttuanti nebbie autunnali, vengono offerte suggestioni create da luci emergenti, come per magia, dall’oscurità del suolo. Le agenzie turistiche dovrebbero proporre questa esperienza onirica nelle loro escursioni. Sbrigandosi a fruirne gratis, prima che il Comune crei un’altra società e ingressi a pagamento.
Il rovescio della medaglia di tanta magnificenza, come sempre, sono i costi. Fra progetti, prove e riprove, installazioni, consumi e manutenzioni, qualcuno bisogna che paghi le spese. Per il Comune non è un problema. Pagano i contribuenti. L’energia invece, come è noto, anche se molto costosa (ma non è un problema, s’è detto) è un punto critico per la sua carenza. Ha risolto il problema l’astuto Comune che, avendo afferrato il concetto per tempo, s’è mosso ad alto livello, ottenendo l’installazione in città di una turbogas da 800 MW, non essendo sicuro che quella precedentemente accolta (solo 150 MW) fosse sufficiente a sostenere il trend di grandiosità luminose.
L’attività dei soliti bastian contrari ha dilazionato la partenza dell’800 MW, ma prima o poi partirà , non si può fermare il progresso. E allora, in un tripudio emissivo di energia, di ossidi e biossidi d’azoto e di carbonio, si festeggerà , e anche la Piazza T & T (Trento e Trieste, che potremmo ribattezzare Turbogas e Termovalorizzatore, i moderni irredenti) a studio illuminotecnico concluso, potrà brillare nella notte col fulgore di un’enorme vetrina incandescente, annichilendo le polemiche.
Non è una bella soddisfazione?”
Paolo Giardini
Questo articolo e' stato postato Venerdì, 23rd Novembre , 2007 alle 09:01 sotto la categoria Blog. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0