“La profezia di Celestino” di James Redfield
Sono in una fase di rilettura, e mi sto andando a riprendere fuori alcuni libri che ho già letto per vedere se, con il passare degli anni, cambiano i miei giudizi su alcuni di questi.
Dopo aver riletto “Ecce Homo” di Friedrich Nietzsche, del quale non mi permetto neppure di parlare visto la complessità del libro ed il suo stare tra in equilibrio tra delirio e saggezza, mi sono ritirato fuori La profezia di Celestino, ricordando perfettamente che impressioni mi aveva suscitato.
Le impressioni sono rimaste le stesse: un libro scritto male, bruttino, con una spina dorsale morbida come la lisca di una sogliola e con una struttura davvero imbarazzante.
Ma, e qui viene il bello, offre interessanti spunti di riflessione: è come se il buon Redfield non sapesse assolutamente scrivere ma avesse da dire una cosa talmente importante da appoggiare tutto sui contenuti piuttosto che sulla struttura narrativa in se.
Se uno si vuole proprio cavare la curiosità lo può anche leggere insomma.
Questo articolo e' stato postato Lunedì, 18th Febbraio , 2008 alle 09:30 sotto la categoria Libri. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0
Rudy 21st Febbraio 2008 alle 12:57
sei un cane rognoso Mattia :-D ho già letto Gomorra ma, pur considerandolo un ottimo libro, non mi è piaciuto molto perchè non è assolutamente il mio genere. ma ti amo lo stesso ;-)