Ha fatto molto rumore in questi giorni la presentazione del nuovo inno del PDL, la canzone “Gente della libertà” pensata dall’ex premier Silvio Berlusconi in vista delle amministrative della prossima primavera.
Questa la prima strofa: “Gente che ama la luce, che non prova invidia e odiare non sa. Gente che non ha rancore e ha come valore la sua libertà“.
Ora, ci sono due cose che mi lasciano davvero perplesso, se non turbato:
- Questo continuo usare parole come “libertà“, “rancore“, “odio” e “invidia“. Ormai sono diventati il leit motiv di Berlusconi negli ultimi anni. Fare leva su delle parole che tutti usiamo e alle quali tutti diamo una connotazione assolutamente negativa o assolutamente positiva. Parole che tutti pensiamo non ci appartengono o ci appartengano in modo assoluto (nessuno vi dirà “sono invidioso” o “sono un rancoroso” oppure “odio la libertà“) e che quindi fanno sentire bene i bizzarri personaggi che si identificano con questa filastrocca per bambini. Bambini con problemi di apprendimento.
- Questo modo di fare leva sulle banalità scintillanti in puro stile propaganda alla Goebbels, è imbarazzante. Ma chi si identifica in queste parole e le canta ai raduni di partito, pensa davvero che quelli che non la cantano amino il buio invece della luce, e si identifichino nella dittatura e nell’odio invece che nella libertà?
“Le banalità scintillanti sono parole con un’intensa carica emotiva, così strettamente associate a concetti o credenze di alto valore, che portano convinzione senza supportare informazione o ragionamento. Esse richiamano emozioni come l’amore per la patria, la casa, il desiderio di pace, la libertà, la gloria, l’onore, ecc. Chiedono approvazione senza esaminare la ragione.”
Non è possibile credere ancora a quest’uomo, non è possibile definire ancora un vecchio di 75 anni “il nuovo che avanza, un imprenditore prestato alla politica” quando sono quasi 20anni che ci sta ammorbando.
Non è possibile che uno, uno soltanto di quelli che vedono-leggono-ascoltano questo inno lo trovino in qualche modo affascinante. Se non nel tipo di comunicazione, comunicazione che colpisce le menti deboli.
“La Forza ha grande influenza sulle menti deboli”. “Questi non sono i droidi che state cercando… questi non sono i droidi che stiamo cercando”. Cit. Star Wars.



Questo pezzo è un plagio evidente alla sigla di Candy Candy, e con il suddetto pezzo condivide anche il testo stucchevole e vuoto. Cioè, Candy Candy…ho detto tutto.
Andrea Giuseppe Capanna ha scritto:
VERO!! Io e il mio socio Skande eravamo in macchina quando l’abbiamo sentito la prima volta ed abbiamo detto la stessa cosa! Cazzo, impressionante….
@ Rudy Bandiera: capisci in quale bacino sono andati a sguazzare. Una melodia infantile (appunto, le menti deboli) rubata ad una storia di sfiga, abbandoni, guerra e morte. Che sia un folgorante augurio Silvio!
nu, non è chendichendi… è kimba il leone bianco. Aiuto.
@ Elena:
cazzo vero, anche quello…. porca puttana. La canzone più plagiosa di sempre…
Porcheria! E’ candy e il leone bianco insieme! Vado a lasciarmi morire di fame.
Pensavo fosse uno scherzo quando l’hanno trasmesso e invece…Ma chi canta??!!…Non ce la faccio…:)
@ Laura:
HAHAHA! Hai ragione, sembra una presa per il culo
e tutti seguirono il nano di Hamelin facendo la fine dei sorci
Rudy Bandiera ha scritto:
è una presa per il kulo.
Ho sempre una bottiglia da stappare
@ Rudy Bandiera:
assomiglia anche a: “simba, il leone bianco…”
No, voi vi rendete conto che citando Candy Candy mi avete obbligato ad ascoltare questo obbrobrio? Vi odio.
(Cazzo, è proprio Candy Candy)
Bello e solenne questo inno.
Belle parole.