L’economia mondiale è al collasso
Questa mattina, la prima pagina di “La Repubblica” fa decisamente impressione. Ecco i titoli di prima che campeggiano a lettere cubitali:
“Europa giù, Asia in picchiata
Intervengono le Banche centrali
Il crollo di Wall Street trascina i mercati. Tokyo ai minimi da tre anni. Milano apre in calo. Fmi: crisi ancora forte nel 2009. Tremonti: “Non è finita, tasse giù ma in 5 anni”. E i mutui in Italia toccano un nuovo record”
“Alitalia, poche ore per rispondere
Sacconi: “Fallimento alle porte”
E il governo pensa a un piano B
LA DIRETTA. Alle 15,50 scade l’ultimatum di Colaninno: senza un sì all’accordo il Cai si ritira. I sindacati si riuniscono a mezzogiorno ma sono divisi”
A parte che ho come la sensazione che la cordata su Alitalia, tanto entusiasticamente decantata prima delle elezioni, non esista proprio.
Poi: qualcuno ha ancora dei dubbi sul fatto che questa è probabilmente la più grande crisi (economica) di tutti i tempi e che il capitalismo, così come è strutturato, non funziona?
Molto brevemente:
1- Le banche americane hanno sempre usato soldi che in realtà non possiedono
2- Gli USA, e l’occidente in genere, hanno sempre vissuto al di sopra delle proprie possibilità
3- Dopo il fallimento di Lehman Brothers i risparmiatori hanno paura e TUTTI INSIEME, rivogliono i loro soldi che non ci sono a causa del punto 1
Ecco qua: tutto crolla.
Questo articolo e' stato postato Giovedì, 18th Settembre , 2008 alle 10:19 sotto la categoria Futuro, Incazzatura. Puoi seguire tutte le risposte attraverso i feed RSS 2.0
Rudy 18th Settembre 2008 alle 11:34
abbiamo vissuto anche noi tutti al di sopra delle nostre possibilità. tutti quanti.
solo che è un malcostume talmente generalizzato che non lo vedi nemmeno.
io non credo che la metastasi sia al potere, o meglio non è solo al potere.
dobbiamo smettere di dare sempre le colpe al potere, che non è altro che il nostro specchio amplificato.
se loro sono putridi, lo siamo anche noi anche se in maniera minore.
è facile dare sempre tutte le colpe solo a chi sta in alto.