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Dopo “Il Trota” abbiamo “Il Cefalo”

Scritto il:settembre 21, 2011
Letto da 17 visitatori

Il Figlio di Antonio Di Pietro, Cristiano Di Pietro, è stato candidato in Molise ed è scoppiato il caso nepotismo, “familismo”, come quello riguardante Renzo “Trota” Bossi. Cristiano Di Pietro è già stato soprannominato “Il Cefalo”.
Questa, in breve, la storia di ordinaria follia che riguarda Di Pietro ed il suo partito l’IDV, un partito che io ho votato anche se non ricordo di preciso a quali elezioni. Ho votato per Di Pietro perchè lo consideravo un “puro”, una brava persona che ha a cuore il bene della collettività, che ragiona come un poliziotto, che non sa fare a presentarsi e a parlare ma che non ruba. Mai.
Beh Antonio, il mio voto l’hai perso, e cerco di spiegarti brevemente il perchè, in pochi punti, visto che in 10 punti ci ha pensato Gilioli molto meglio di come potrei fare io.
Tu puoi anche dire che tu figlio è bravo, bello, buono ed onesto, ed io non lo metto in dubbio, ma tuo figlio è sempre tuo figlio e non puoi dire che non è stato aiutato dal fatto di esserlo. Un “figlio di“, in quanto tale, prende una corsia preferenziale nella via della politica, che chi è figlio di nessuno non si può permettere. E’ un fatto.
Detto questo, l’associazione con Renzo Bossi è ovvia e matematica: per una pura questione di marketing e di immagine, Antonio, avresti dovuto “sacrificare” il tuo brillante figlio e non farlo entrare in politica se non, forse, all’estero. Così hai bruciato la fiducia di chi credeva, come me, che almeno tu fossi meglio di Bossi.
Ultimo punto, ma non meno importante: ho deciso, e come me dovrebbero fare tutti, che non ve ne lascio più passare una, a voi politici. Ogni cosa deve essere vagliata con attenzione e dovete capire che ogni cosa, anche per voi, ha delle conseguenze. La conseguenza di questa volta è che avete perso dei voti, avete indebolito l’opposizione ed avete fatto una pessima operazione d’immagine. Cristiano Di Pietro in Molise, vale davvero questo prezzo?

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11 Commenti Commenta

  1. Cicapui says:

    E comunque, se non mi sbaglio, qualche tempo fa era uscita fuori una storia poco pulita che riguardava proprio Di Pietro e il figlio, ennesima faccenda di nepotismo. Bello, il Cefalo, ma io appena ho sentito di questa cosa l’ho chiamato “Il Tinca”, che non è neanche male ;-)

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  2. @ Cicapui:
    che schifo… mi fanno tutti terribilmente schifo. Cazzo, ma non aveva pensato Di Pietro che una cosa simile l’avrebbe pagata carissima in termini d’immagine??

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  3. La proposta ( è passata ? ) di abbassare l’età per candidarsi a camera e senato secondo voi ha qualche legame con queste investiture di figli di …?

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  4. mauro says:

    Ottimo post, Rudy.

    I “figli di” che scelgono la carriere del padre mi sono sempre stati antipatici. Pero`ci sta. Se il /i genitore/i hanno hanno successo i figli hanno tendenza a seguire l’esempio dei genitori. Vale nel cinema, nella canzone e in una miriade di altre professioni trendy o con grande visibilità. Vale anche per la politica. Abbiamo anche in paesi meno sospetti di familismo/nepotismo dell’Italia vere e proprie
    dinastie politiche (quelle che Claudio Gagliardini attribuisce al “complotto”).
    Nel cinema o nella canzone i “figli di” devono almeno avere una qualità: la bravura o la bellezza, sennò vengono generalmente “fatti fuori” dal pubblico. In politica invece valgono altre considerazioni e in Italia la carriera politica è spesso un ricco vitalizio (In Svizzera e in Ticino e altrove ci sono dinastie ma ma la politica è spesso di milizia: farla è un grande sacrificio finanziario e la intraprendo solo per vera passione, anche se ereditata e facilitata). Le trote e i cefali, invece, sono stati “messi a posto” (e questo sottindente il reddito) dai padri e non rientrano nella casistica che ho descritto qui sopra. Per questo ci ritroviamo con dei cretini fatti e finiti come “eredi”; e non solo in politica.

    C’è nel nostro DNA questo vezzo del “mettere a posto” i pargoli più che dare a questi ultimi un’educazione e i mezzi, culturali in primis, per gestire la propria vita. Retaggio della filosofia patriarcale di (vicina) origine cattolica.

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  5. andrea says:

    è anche vero che sta in “politica” da 10 anni

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  6. @ mauro:
    grazie caro :)
    @ andrea:
    si, e allora? Cioè, come dico nel post, è stato un autogol terribile per l’IDV, una manovra che non doveva essere fatto e che ha danneggiato il partito. Anche se era in politica da 20anni non era da candidare e comunque, in politica, ci sta anche perché “figlio di”. Mi spiace.

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  7. Laura says:

    E’ inutile riperterlo…. la ns. classe politica è tutta uguale!!! E poi si lamenta se diciamo così…. ma questa è l’ennesima prova!!!…. Come in alcune grandi aziende vige la policy che non si possono assumere parenti… così a maggior ragione dovrebbe entrare nella politica questa semplice regola… In fondo i “flgli di” possono dedicarsi anche ad altre professioni o… vivere di rendita…. Questa classe politica è da azzerare tutta intera: centro, destra, sinistra & co….!!!

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  8. Laura says:

    @ Rudy Bandiera:
    Qui fanno a gara a chi fa più cazzate…. poi come si dice “se ha le gambe va….” !!! A me non interessa che abbia perso punti IDV… a me interessa che vadano fuori dalle palle tutti e con “qualsiasi” mezzo!!…. Mi sono rotta le scatole di sopprtare certe cose!!!

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  9. ardu says:

    Trota, tinca, cefalo, è tutto una presa in giro. Mi meraviglio dell’ ex magistrato, lo credevo un ruspante di razza. Perde anche il mio voto e la mia stima. I figli di tutti in fonderia.
    Low a tutti ( tranne i politici)

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  10. Wish aka Max says:

    Francamente non sono sorpreso più di tanto. E’ un’ulteriore conferma (quand’anche ce ne fosse necessità) che l’INTERO parlamento deve andare a casa.

    Da quanto Di Pietro è in politica ho imparato a diffidare di chi strizza gli occhi mentre parla…

    E non ci scordiamo come è “nato” Di Pietro. Con il viatico di Occhetto per demolire il CAF… quindi quale duro e puro?

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  11. Pingback:Le mandibole di Bossi sostengono il Governo con forza | RudyBandiera.com

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