Bavaglio ai blog: i governi odiano l’informazione libera
Voglio iniziare la settimana con una bella notizia, una notizia presa dalla “bibbia” Punto Informatico: una notizia che se diventasse legge ci proietterebbe indietro di secoli, prima di Gutenberg.
Prima il governo Prodi e adesso il governo Berlusconi: guarda caso nel mettere dei bavagli sono sempre tutti d’accordo:
“Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto “DdL Levi-Prodi“, disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l’obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa. (…)
Il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269). (…)
Il ragionamento è semplice. L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina. (…)
Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.
Rockerduck: “Se non cancelli l’articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa.”
Paperino: “Ma il mio blog non è una testata!”
Rockerduck: “Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un’impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l’articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.”
Paperino: “Ok. Sob.” punto-informatico.it
Quei signori dei nostri politici, nessuno escluso, riescono a coalizzarsi quando devono metterlo nel culo a chi da loro fastidio. Sono bravi.


5 Commenti il “Bavaglio ai blog: i governi odiano l’informazione libera”
ma su uno i banner sul blog non ce li ha e quindi non ha introiti è “salvo” ?
ciao
kissà. se l’interpretazione rimane questa direi di si..mah….
C’è di che rimanere sconcertati. Potrebbe essere un enorme limite alla libertà di espressione. Bisogna effettivamente capire se la presenza di banner pubblicitari sia discriminante. Comunque sia è una cosa che fa tristezza e che è contraria allo spirito stesso del web
e se paperino togliesse il banner? gli potrebbero ancora fare causa per diffamazione, mancherebbe però il reato di stampa clandestina.
però, secondo me, senza i banner, molti sarebbero meno incentivati a scrivere