Google

Bavaglio ai blog: i governi odiano l’informazione libera

Scritto il:novembre 10, 2008
Letto da 474 visitatori

Wikipedia.orgVoglio iniziare la settimana con una bella notizia, una notizia presa dalla “bibbia” Punto Informatico: una notizia che se diventasse legge ci proietterebbe indietro di secoli,  prima di Gutenberg.
Prima il governo Prodi e adesso il governo Berlusconi: guarda caso nel mettere dei bavagli sono sempre tutti d’accordo:
“Era ottobre 2007. Il consiglio dei ministri approvava il cosiddetto “DdL Levi-Prodi“, disegno di legge che prevedeva per tutti i blog l’obbligo di registrarsi al Registro degli Operatori di Comunicazione e la conseguente estensione sulle loro teste dei reati a mezzo stampa. (…)
Il progetto di legge gira di nuovo nelle aule del nostro Parlamento, affidato in sede referente alla commissione Cultura della Camera (DdL C. 1269). (…)
Il ragionamento è semplice. L’apposizione di banner è un’attività pubblicitaria continuativa che genera introiti; una prestazione continuativa è un’attività di impresa; chi fa impresa grazie alle proprie pubblicazioni deve registrarsi al ROC; chi è registrato al ROC può incorrere nei reati di stampa. Chi invece è in questa situazione e non si registra al ROC, può essere denunciato per stampa clandestina. (…)
Facciamo un esempio di fantasia, ambientato a Paperopoli.
Rockerduck: “Se non cancelli l’articolo sul tuo blog che parla male di me, ti trascino in tribunale per diffamazione a mezzo stampa.”
Paperino: “Ma il mio blog non è una testata!”
Rockerduck: “Però hai un banner pubblicitario, quindi potresti essere un’impresa, e quindi devi iscriverti al ROC. Anzi, se non togli l’articolo ti denuncio pure per stampa clandestina.”
Paperino: “Ok. Sob.” punto-informatico.it

Quei signori dei nostri politici, nessuno escluso, riescono a coalizzarsi quando devono metterlo nel culo a chi da loro fastidio. Sono bravi.

Ti potrebbero interessare anche questi post:

6 Commenti Commenta

  1. max says:

    ma su uno i banner sul blog non ce li ha e quindi non ha introiti è “salvo” ?

    ciao

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  2. Rudy says:

    kissà. se l’interpretazione rimane questa direi di si..mah….

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  3. eadel81 says:

    C’è di che rimanere sconcertati. Potrebbe essere un enorme limite alla libertà di espressione. Bisogna effettivamente capire se la presenza di banner pubblicitari sia discriminante. Comunque sia è una cosa che fa tristezza e che è contraria allo spirito stesso del web

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  4. Pingback:No alla legge antiblog | RudyBandiera.com

  5. luigibio says:

    e se paperino togliesse il banner? gli potrebbero ancora fare causa per diffamazione, mancherebbe però il reato di stampa clandestina.

    però, secondo me, senza i banner, molti sarebbero meno incentivati a scrivere

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

  6. FRANCESCO BUFFA DESIGNER says:

    Finalmente, chi non aveva capito il significato di conflitto di interesse, ora lo capirà nella pratica! – questo premier e la sua maggioranza manichino fatta dai suoi sclipotini, tenta di realizzare il suo sogno! – non solo mettere il bavaglio a tutti i giornali che non gli appartengono, ma tenta il grande passo! Imbavagliare i blog di internet! Nessuno deve avere diritto di critica nei confronti suoi e dei suoi degni rappresentanti! – ma i sintomi di questa dittatura da Don Chisciotte che assale i mulini a vento erano chiari nel momento in cui quasi tutti hanno taciuto, la celeberrima riverenza accompagnata da un baciamano senza precedenti nella storia nei confronti di un dittatore che per sopravvivere, si è fatto spazio a suon di cadaveri! – la storia continua, che Dio ci protegga dai folli!

    Thumb up 0 Thumb down 0 (0)

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>